PAINTING WITH THE COLOURS OF WORDS

 

LE OPERE DI IVAN CANGELOSI SI TROVANO PRESSO:

GALERIE AUGUSTIN – Lugeck 3, 1010 – Vienna

UNICRETIO – Landstraßer Haupstraße 74, 1030 – Vienna. 

 

Eventi

Monreale (Palermo), 12 settembre 2017. Museo d’Arte Contemporanea “G. Sciortino”. Mostra organizzata da Vittorio Sgarbi. Inaugurazione ore 17.30.

E’ ancestrale la parentela fra l’arte e la scrittura, intesa come materialità dello scrivere prima ancora che come suo contenuto, tanto più nella sua modalità ritenuta tradizionalmente la più nobile, la letteratura […] Dopo Cy Twombly, per il quale la scrittura manuale, spesso asemantica (priva, cioè, di significati verbali), diventa motivo di specifica riflessione informale, Joseph Kosuth spinge il suo Concettualismo a oltrepassare le colonne d’Ercole dell’arte, cercando nella scrittura la negazione di ogni sua velleità estetica. Come si pone, rispetto a questi precedenti ineludibili, l’arte “neo-amanuensista” di Ivan Cangelosi, strabiliante nel congegnare immagini perfettamente figurate attraverso la trascrizione manuale di interi capolavori della letteratura, così come capiterebbe in un arazzo? In modo non solo manualmente, ma anche intellettualmente sottile: la scrittura non può essere solo forma, come vorrebbe Twombly, né solo contenuto, come vorrebbe Kosuth, perché possiede una forma, e ogni forma, ci ha dimostrato proprio l’Avanguardia, è estetizzabile. La conciliazione che Cangelosi propone, allora, sottopone le prerogative della testualità letteraria al rispetto di altre testualità con cui convivere, quelle artistiche della figurazione, a sua volta orientate secondo altri testi mentali, altre finalità simboliche da soddisfare. L’opera di Ivan Cangelosi è dunque innovativa, essenziale nel suo linguaggio complesso. Egli appare capace di cogliere l’essenza più profonda che si cela dietro un pensiero […]. Un’operazione di grande abilità linguistica, per di più aperta a infiniti sviluppi.

Vittorio Sgarbi

Nelle opere di Ivan Cangelosi, è chiara la presenza di un’arte tanto geniale quanto meticolosa. Il nuovo modo di esprimere un sentimento provato e vissuto assume la forma di un arazzo composto da parole. Interi romanzi e famosi testi letterari diventano, grazie ad Ivan Cangelosi, splendide opere d’arte. Nascono così opere maestose, frutto di un lungo e certosino lavoro, dall’incantevole fascino e dal tocco assolutamente originale. Una creatività che assume un carattere unico al mondo, dove la  letteratura e la pittura si fondono, dando vita a qualcosa di assolutamente nuovo, originale, fortissimamente contemporaneo, dove la scrittura a mano, e le lettere che la compongono, costituiscono allo stesso tempo sostanza e colore dell’opera d’arte. I lavori di Ivan Cangelosi esigono da chi li osserva un approccio intellettuale oltre che sensuale. Il piacere della loro visione non riguarda infatti soltanto i sensi ma anche, o forse soprattutto, la mente; perché è puramente intellettuale il piacere di sapere che quel quadro che si sta ammirando ed apprezzando per il suo soggetto o per i suoi colori, in realtà è molto di più, è un intero romanzo di 400 pagine, o addirittura 800 pagine (come il celebre romanzo di Thomas Mann “Buddenbrooks”) riscritto interamente a mano all’interno del perimetro di un quadro. L’occhio e la predisposizione d’animo “sentono” l’opera d’arte; l’intelletto li trascende verso un piacere superiore e completo.

Letteratura ed arte figurativa diventano quindi una sola cosa. Una tecnica che ricorda il puntinismo, ovvero l’accostamento del colore che nell’insieme e nell’effetto ottico della distanza, crea l’immagine completa, rifinita. Ogni minimo particolare è il frutto di una mente delicata e raffinata, pronta ad interpretare ogni testo in chiave visiva, e trasformare la parola in colore ed il colore in immagine che evoca il testo letterario raffigurato. Ecco perché diventa fondamentale, in questo genere di lavori, il rapporto propedeutico che unisce il contenuto del romanzo con l’immagine raffigurata nel quadro. Esso fa sì che la fruizione dell’opera d’arte risulti davvero completa soltanto se si è in precedenza letto e compreso a fondo il testo letterario raffigurato.

Oserei definire il Maestro Ivan Cangelosi, il ritrattista della letteratura, il favoliere visivo delle migliori opere letterarie. Dalle sue opere emerge una personalità dove sembrano dimorare, con eguale forza, istinto, furore e sregolatezza, da una parte, e razionalità, disciplina e rigore dall’altra. Una personalità duplice, contrastata, dove gli opposti trovano una sublime sintesi in opere dal tratto complicato, ricco e dettagliato, realizzate con incredibile cura, precisione, metodo e certosina pazienza. Un’arte, quella di Ivan Cangelosi, che merita il plauso del mondo. In un contesto in cui emergere è difficoltoso, le opere di Ivan Cangelosi sono inequivocabili, come inequivocabile è la Sua maestosa originalità.

(Alessandro Costanza, critico e storico dell’arte – Catalogo monografico Art Project 2016)

Quando si guardano le opere di Ivan Cangelosi, si fa fatica a credere che esse non siano state  dipinte. Più da vicino esse si osservano, più sbalorditivo diventa ciò che si ha di fronte, e cioè che ogni quadro, ogni immagine rappresentata è costituita da migliaia, anzi milioni di minuscole lettere. E non si tratta semplicemente di una distribuzione arbitraria di lettere ma di una traduzione in immagini di interi testi letterari, romanzi in particolare, lunghi centinaia di pagine.

Ciò che impressiona, ancor più che l’enorme impegno tecnico della riscrittura a mano di migliaia di parole, di centinaia e centinaia di pagine, è il fatto che davanti ai nostri occhi, queste lettere, parole, frasi, hanno improvvisamente un significato totalmente nuovo. L’intero testo letterario è qui, davanti a noi, trasformato in immagine. Esso non ha perso la sua aura, piuttosto si è trasformato in qualcos’altro.

Ad Ivan Cangelosi, con i suoi quadri scritti a mano, riesce un’operazione straordinaria: egli unisce la letteratura e l’arte; più precisamente, trasforma la letteratura in arte figurativa. Egli instaura pertanto un rapporto tra due ambiti intellettuali e spirituali che soltanto l’essere umano possiede, e rende in questo modo chiaro che letteratura e arte sono le forme d’espressione più alte per noi.

Ivan Cangelosi riesce ad incantarci con le sue opere in maniera unica. Da un lato ci conduce alle origini della scrittura, quando essa – come calligrafia – era ancora una categoria dell’arte e come tale si legittimava verso l’esterno, al di là del proprio contenuto; dall’altro, fa nascere in noi, nei confronti dei libri che vediamo raffigurati e che abbiamo a cuore, nuove improvvise associazioni. Associazioni prodotte da Ivan Cangelosi attraverso un ricamo raffinato di lettere di quelli che vengono considerati moderni arazzi. La sua arte, pur essendo contemporanea, non è asservita allo spirito del nostro tempo. Senza seguire le tendenze della moda, egli rappresenta i flussi temporali dello Spirito. Egli ha scelto una via chiara e ha deciso di percorrerla fino in fondo senza tentennamenti o tentazioni strabiche verso le leggi ed i metodi del mercato dell’arte.

La definizione del nostro modo d’essere è l’arte. Lo scopo dell’evoluzione è la bellezza. Rispetto a ciò, le opere di Ivan Cangelosi ci conducono molto più vicino verso tale scopo.

(Otto Hans Ressler, Esperto d’arte e Scrittore. Direttore della casa d’aste Ressler Kunst Auktionen di Vienna ed ex direttore della casa d’aste Dorotheum).

Un’Arte del tutto nuova quella di Ivan Cangelosi, che traduce l’antica tecnica amanuense in immagini suggestive. La sua capacità di trasformare la parola in immagine fa di lui un vero innovatore dell’arte…

(Josè Van Roy Dalì – Effetto Arte, febbraio 2015)

 Parole che diventano immagini, forme e volumi. La capacitá di trasposizione visiva di Ivan Cangelosi  é qui espressa al massimo in un tripudio di originalitá e tecnicismo.

(Dino Masarà sull’opera “La corda pazza (Sicilitudine)”. Effetto Arte – maggio 2015)

…nell’epoca della tecnologia, dell’archiviazione via cloud, dove si colloca Cangelosi? In uno spazio trasversale, che non si può definire anacronistico ma che, invece, riflette sull’oggi e guarda al futuro nella direzione in cui il sapere dovrà sempre guardare. […] un lungo processo in cui lo spazio bianco si riveste di scrittura, la quale invade e conquista ogni millimetro, andando, però, a formare delle immagini, delle rappresentazioni che esplicano il senso del testo prescelto. Lettura e visione si uniscono, si fondono, diventano essenza estetica tout court. L’inchiostro è il medium attraverso cui la traslazione si compie, l’ingegno ed il concettualismo sono la base solida cui tutto si ancora.

(Azzurra Immediato su “La corda pazza (Sicilitudine)”. Catalogo della mostra “Nuova meta del contemporaneo”. Galleria Farini, Bologna. Pag. 24-25)

Le opere di Ivan Cangelosi trasportano l’osservatore in un mondo dai contorni fiabeschi, dove i soggetti rappresentati assumono tratti e fisionomie che richiamano la memoria collettiva. L’artista dà forma alle figure che abitano l’opera, curando con minuzia i particolari, si sofferma con la precisione di un miniaturista su ogni particolare che assume svariati significati. Questi lavori sono in grado di riportare alla memoria un’eredità che appartiene a un familiare immaginario collettivo.

Salvatore Russo sull’opera “La corda pazza – (Sicilitudine)”, Annuario delle Eccellenze, pag. 279 – giugno 2015.

L’ARTE DI IVAN CANGELOSI

L’idea che sta alla base dell’arte di Ivan Cangelosi è quella di coniugare la letteratura con l’arte visiva attraverso la trasformazione dei romanzi (e testi letterari in genere) in arte figurativa.

In altre parole, Ivan Cangelosi, attraverso la riscrittura integrale e a mano dei testi (nella loro lingua originale), trasforma i libri in quadri.

ilovesiciliaCapolavori letterari di fama mondiale riscritti a mano che diventano quadri. Ricami di lettere, luci ed ombre che prendono forma dentro il perimetro di un unico spazio. E poi … l’immaginazione che si fa immagine. L’artista palermitano Ivan Cangelosi nelle sue opere coniuga l’arte con l’arte in un mix di letteratura e pittura. La sua ispirazione si sublima in una concettualità pittorica calata integralmente in immagini e sagome composte da versi letterari, quasi a suggerire l’idea di una continuità del sentire, del vedere, del toccare, totalizzando le emozioni di chi guarda. Ivan è laureato in Scienze Politiche e oggi vive a Vienna. Nelle sue opere, penna ed inchiostro sono lo strumento utilizzato per ricamare la trama dei quadri, moderni arazzi tessuti attraverso un fitto snodo di minuscole lettere grandi appena due millimetri, tecnica che ricorda l’antica arte amanuense.
Così, i classici più celebri, come la Divina Commedia o La metamorfosi di Kafka, sono stati traghettati nella loro lingua originalesulla tela dalla geniale abilità dell’artista, che li inserisce e li mimetizza nella visione d’insieme di un quadro.
L’idea è nata sei anni fa, mentre sfogliavo i miei appunti universitari – racconta -. Quel foglio, a tratti scritto in maniera regolare e uniforme, a tratti scarabocchiato e pieno di freccette che collegavano due concetti, mi parve esteticamente bello. da qui l’idea che il romanzo potesse essere, oltre che letto, anche semplicemente guardato e ammirato tutt’intero in un unico atto, così come si guarda appunto un quadro”.

Sabrina Macaluso
I Love Sicilia, Maggio 2014